NEWS. CERTIFICAZIONI ONLINE, COLLAUDO FINO A META' SETTEMBRE PER IL MINISTERO

 

DA SETTEMBRE CERTIFICATI SOLO ONLINE
Roma, 2 ago. (Apcom) - Niente più file alla posta per spedire tramite raccomandata il certificato di malattia al proprio datore di lavoro. Da metà settembre il sistema che consentirà ai medici di inviare i certificati di malattia online all'Inps "sarà a regime in tutta Italia - assicura il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, presentando l'andamento della fase di collaudo del nuovo servizio di spedizione digitale,"e sarà una piccola grande rivoluzione che renderà la vita più semplice sia per i cittadini che per i medici".
E per chi non si atterrà alle nuove regole, "arriveranno le sanzioni". Così il ministro risponde anche a chi, tra i camici bianchi, ha sollevato nei giorni scorsi, non poche polemiche sull'obbligatorietà della procedura, in particolare tra i "medici della Cgil, che non ringrazio - polemizza il ministro - perché si sono messi di traverso sin dal principio. Sono loro i veri conservatori. Poco male, andremo avanti lo stesso".
Il sistema, reso disponibile da Sogei, consente al medico di inviare il certificato di malattia via web. Sul totale di 67.727 medici di famiglia presenti sull'intero territorio nazionale, "il 35% è già abilitato al servizio - assicurano dal ministero "a cui va aggiunto il 25% degli altri medici del servizio sanitario nazionale (circa 125mila). Al servizio invece non è ancora abilitato alcun medico privato". Il totale dei certificati spediti per via telematica nei primi quattro mesi di attivazione è di 148.272, 32.348 solo nell'ultima settimana.

L'ULTIMA CIRCOLARE DEL MINISTERO (2 AGOSTO). LEGGI

UN ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO DAL SOLE 24 ORE. LEGGI

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Comunicato stampa
 
 
CERTIFICATI DI MALATTIA ONLINE, SI PROSEGUE CON IL COLLAUDO
OLTRE IL 19 LUGLIO, NON SCATTANO QUINDI LE SANZIONI
 
SALVO CALÌ, SMI: «I PROBLEMI TECNICI NON ERANO UN’INVENZIONE DELLO SMI, QUANTO PREVISTO È PUNTUALMENTE AVVENUTO, MA PER IL MINISTERO DI BRUNETTA GUAI A CHIAMARLA “PROROGA”. LO CHIAMEREMO “SLITTAMENTO INDEFINITO”»
 
Il Sindacato dei Medici Italiani-Smi, saluta positivamente la scelta di “prorogare” la fine del periodo di collaudo oltre il 19 luglio, e ribadisce la richiesta di un tavolo di confronto con tutti sindacati medici, dei convenzionati e dei dipendenti, per rivedere tutto il sistema di invio online dei certificati di malattia. Per Salvo Calì, segretario generale dello Smi, assistiamo ad uno scenario già ampiamente previsto, ma che i ministeri competenti e alcuni sindacati di categoria hanno volontariamente sottovalutato.
 
«Possiamo anche non chiamarla “proroga” – sottolinea Calì - se al ministero della pubblica amministrazione e dell’innovazione produce un immotivato fastidio, ma è certo che grazie alle pressioni delle Regioni e a quelle sindacali (Smi in testa) si è fatta una scelta di buonsenso, anche se tardiva, facendo slittare oltre il 19 luglio il periodo di collaudo della spedizione online dei certificati di malattia, allontanando così la logica punitiva delle sanzioni ai medici che loro malgrado non potevano usare per motivi tecnici il nuovo meccanismo di invio. Rimangono, comunque, sul campo tutti i problemi e tutte le ragioni della nostra ferma opposizione alle scelte pseudo innovatrici del ministro Brunetta, ad una visione “impiegatizia” della professione medica, allo stravolgimento autoritativo della convenzione, alla decisione di non concordare con tutti i sindacati le modalità e i costi di questa operazione, alla incapacità di ascoltare e dialogare con chi da mesi avanza dubbi e propone soluzioni per avviare una vera rivoluzione tecnologica nel settore. Facendoci interpreti del disagio dei medici, solleciteremo nei prossimi mesi un confronto sereno, sgombro da incomprensibili e ingiustificati pregiudizi».
 
Roma, 21 luglio 2010 
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LA COMUNICAZIONE DI ERNESTO LA VECCHIA
Caro Collega, 
grazie anche all'intervento del ns. sindacato siamo riusciti ad ottenere la prosecuzione del periodo di collaudo per l'invio on line dei certificati di malattia.. 
Continueremo a tenerti informato su ulteriori slittamenti e della imminente, ci auguriamo, decisione da parte dei ministeri competenti di una proroga definitiva almeno fino al prossimo anno. 
IL SEGRETARIO ORGANIZZATIVO NAZIONALE 
Ernesto La Vecchia
 
Dagli assessorati regionali continuano ad arrivare circolari per i medici sulle modalità di invio dei certificati online, che, pur con diverse motivazioni, hanno un punto in comune: il sistema non funziona come dovrebbe. Ma per il ministero della Pubblica Amministrazione va tutto bene, come se nulla fosse successo e guai a parlare di “proroga”. La nota del ministero: LEGGI
 
La posizione della Fnom con una circolare esplicativa a firma del presidente, Amedeo Bianco. LEGGI
 
LE PUNTATE PRECEDENTI DI QUESTA LUNGA POLEMICA (LA PUNTATA DI PORTA A PORTA IN CUI SI CITANO LE PROTESTE DELLO SMI. LEGGI) E I CONTRIBUTI AL DIBATTITO (articolo di Massimo Tombesi- LEGGI)
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I DUBBI DEL DIPARTIMENTO SANITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA. LEGGI
 
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In Toscana iniziativa congiunta del fronte del no. La cronaca della conferenza stampa di oggi (27 luglio) a cura di Daniela Melchiorre, dirigente nazionale Smi. LEGGI 
 
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In Parlamento giungono le preoccupazioni dei medici sul nuovo sistema di invio online dei certificati di malattia. Di seguito l'interrogazione parlamentare elaborata da Mario De Luca, responsabile del Dipartimento Sanità dell’Italia Dei Valori del Lazio e presentata dall'on. Antonio Palagiano alla Camera dei Deputati il 22 luglio scorso. PALAGIANO. - Al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: l'articolo 55-septies del decreto-legge n. 150 del 2009 dispone le modalità di controllo delle assenze dal lavoro nel caso di malattia prolungata del dipendente;
in particolare, con questo articolo si introduce l'obbligatorietà della certificazione medica inviata per via telematica all'Istituto di previdenza sociale dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica che la rilascia. Obbligatorietà in vigore, dopo un periodo transitorio durante il quale è stato ancora possibile ai medici rilasciare il documento in forma cartacea, dal 19 giugno 2010;
una volta ricevuto il certificato di malattia l'INPS ha l'obbligo di inviarlo immediatamente, sempre per via telematica, all'amministrazione di appartenenza del lavoratore;
l'Istituto nazionale della previdenza sociale, gli enti del servizio sanitario nazionale e le altre amministrazioni interessate dovranno svolgere le attività previste dal suddetto articolo utilizzando le risorse finanziarie, strumentali e umane disponibili a legislazione vigente;
sempre secondo l'articolo 55-septies l'inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica è un illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza della convenzione;
dal 19 giugno 2010, quindi, i certificati medici, in caso di assenza per malattia dei lavoratori pubblici, dovranno essere inviati esclusivamente per via telematica;
il Ministero della salute, con decreto del 26 febbraio 2010 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010, ha definito le modalità tecniche per la predisposizione e l'invio telematico dei dati delle certificazioni di malattia al sistema di accoglienza centralizzata (SAC);
i lavoratori, quindi, non dovranno più provvedere, entro i due giorni lavorativi successivi all'inizio della malattia, ad inviare tramite raccomandata o recapitare le attestazioni di malattia alle proprie amministrazioni. Infatti, l'invio telematico soddisfa tale l'obbligo; rimane fermo, invece, l'obbligo di segnalare tempestivamente la propria assenza e l'indirizzo di reperibilità all'amministrazione per i successivi controlli medico fiscali;
in diversi Paesi d'Europa esiste l'autocertificazione per malattia, che il lavoratore può inviare se l'assenza si prolunga per non più di tre giorni. L'obbligo di rivolgersi al medico scatta al quarto giorno di assenza dal lavoro;
in Italia il computer è ormai presente sulle scrivanie di circa il 95 per cento dei medici, ma al 30-35 per cento dei medici di famiglia italiani manca ancora la connessione adsl a internet, strumento indispensabile per poter accedere al nuovo sistema di invio online dei certificati medici per malattia -:
se siano in grado, nell'ambito delle proprie competenze, di stabilire quali saranno i costi che dovranno essere sostenuti del Servizio sanitario nazionale per dotare tutte le strutture pubbliche (asl,
ospedali, policlinici universitari, studi dei medici di medicina generale e PLS) di sistemi informatici, di ADSL, di software e di tutti gli strumenti previsti per l'invio della certificazione all'INPS, quale sarà il risparmio dello stesso ente previdenziale derivante dall'applicazione del decreto n. 150 del 2009 e se tale risparmio sarà utilizzato per coprire in parte le spese, che le regioni dovranno sostenere per adeguarsi al nuovo sistema di certificazione;
vista l'obbligatorietà di trasmissione dei certificati per via telematica dal 19 giugno 2010, se siano previste delle iniziative da attivare nei confronti delle regioni inadempienti;
se siano state previste o adottate delle misure in merito alla protezione dei dati sensibili relativi alla certificazione di malattia trasmessa telematicamente, per tutelare la privacy dei cittadini italiani;
quale sia stata la spesa, versata dallo Stato alla SOGEI, per predisporre i pin code da distribuire ai medici per la certificazione e se sia stata fatta una stima dei costi per la gestione dei sistemi di certificazione online nel prossimo futuro;
se siano previsti dei pin code alternativi per i medici sostituti, considerando che il pin suddetto è individuato ad personam e quindi non è cedibile ad altri;
se non sia il caso di aprire una riflessione sulla possibilità di adottare l'autocertificazione da parte del cittadino per i primi 3 giorni di malattia, così come avviene in altri Paesi europei.
(4-08116)
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GLI ULTERIORI APPROFONDIMENTI LEGGI 
 
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UNA PARZIALE RASSEGNA STAMPA:
 
IL TITOLO DI PANORAMA MEDICO 
Sui certificati online è caduta una cortina di silenzio. Bocche cucite al ministero dell’Innovazione sulla durata della proroga. Smi: occorre un tavolo di confronto
 
DA DOCTORNEWS (23 luglio)
Smi, bene proroga su certificazioni online«Possiamo anche non chiamarla "proroga" se al ministero della pubblica amministrazione e dell'innovazione produce un immotivato fastidio, ma è certo che grazie alle pressioni delle Regioni e a quelle sindacali (Smi in testa) si è fatta una scelta di buonsenso, anche se tardiva, facendo slittare oltre il 19 luglio il periodo di collaudo della spedizione online dei certificati di malattia, allontanando così la logica punitiva delle sanzioni ai medici che loro malgrado non potevano usare per motivi tecnici il nuovo meccanismo di invio». Lo sottolinea in un comunicato Salvo Calì, segretario generale dello Smi, che saluta positivamente la scelta di prorogare la fine del periodo di collaudo delle certificazioni online oltre il 19 luglio. Ma non basta sottolinea Calì «rimangono, comunque, sul campo tutti i problemi e tutte le ragioni della nostra ferma opposizione alle scelte pseudo innovatrici del ministro Brunetta, ad una visione "impiegatizia" della professione medica, allo stravolgimento autoritativo della convenzione, alla decisione di non concordare con tutti i sindacati le modalità e i costi di questa operazione, alla incapacità di ascoltare e dialogare con chi da mesi avanza dubbi e propone soluzioni per avviare una vera rivoluzione tecnologica nel settore. Facendoci interpreti del disagio dei medici, solleciteremo nei prossimi mesi un confronto sereno, sgombro da incomprensibili e ingiustificati pregiudizi».
 
L’AGENZIA DIRE
SERVE TAVOLO CONFRONTO CON SINDACATI PER RIVEDERE SISTEMA.(DIRE) Roma, 21 lug. - Il Sindacato dei medici italiani-Smi giudica "positivamente" la scelta di 'prorogare' la fine del periodo di collaudo oltre il 19 luglio, e ribadisce la richiesta di un tavolo di confronto con tutti sindacati medici, dei convenzionati e dei dipendenti, per rivedere tutto il sistema di invio online dei certificati di malattia. Per Salvo Cali', segretario generale dello Smi, "assistiamo a uno scenario gia' ampiamente previsto, ma che i ministeri competenti e alcuni sindacati di categoria hanno volontariamente sottovalutato".
Secondo quanto spiega Cali' nella nota, "possiamo anche non chiamarla 'proroga' se al ministero della Pubblica amministrazione e dell'Innovazione produce un immotivato fastidio, ma e' certo che grazie alle pressioni delle Regioni e a quelle sindacali (Smi in testa) si e' fatta una scelta di buonsenso, anche se tardiva, facendo slittare oltre il 19 luglio il periodo di collaudo della spedizione online dei certificati di malattia, allontanando cosi' la logica punitiva delle sanzioni ai medici che loro malgrado non potevano usare per motivi tecnici il nuovo meccanismo di invio".
Per il segretario generale dello Smi "rimangono comunque sul campo tutti i problemi e tutte le ragioni della nostra ferma opposizione alle scelte pseudo innovatrici del ministro Brunetta, a una visione 'impiegatizia' della professione medica, allo stravolgimento autoritativo della convenzione, alla decisione di non concordare con tutti i sindacati le modalita' e i costi di questa operazione, alla incapacita' di ascoltare e dialogare con chi da mesi avanza dubbi e propone soluzioni per avviare una vera rivoluzione tecnologica nel settore. Facendoci interpreti del disagio dei medici- conclude Cali'- solleciteremo nei prossimi mesi un confronto sereno, sgombro da incomprensibili e ingiustificati pregiudizi".