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CASO STAMINA, IL CSM RISPONDE ALLO SMI

Immagine Postata il 28/07/2015
Autore : MICCICHEMA

28 luglio - In Italia si deve aver paura a fare una prescrizione medica, mentre per anni uno “stregone” ha potuto usare la sanità pubblica per vendere una “non cura” a migliaia di pazienti disperati. Il commento del presidente nazionale, Salvo Calì




SUL CASO STAMINA IL CSM RISPONDE ALLO SMI

di Salvo Calì*

In Italia si deve aver paura a fare una prescrizione medica, mentre per anni uno “stregone” ha potuto usare la sanità pubblica per vendere una “non cura” a migliaia di pazienti disperati.

 

Ma la colpa è solo di Vannoni? Sembra di sì. Dopo la nostra segnalazione al Consiglio Superiore della Magistratura, il 14 luglio scorso, l’organo di autogoverno dei giudici ha inviato allo Smi una risposta in merito al “Caso Stamina” (di seguito in allegato).

 

Non entriamo nel merito delle argomentazioni contenute nel documento del Csm, doverose e comprensibili per il ruolo istituzionale, tuttavia vogliamo segnalare alcuni aspetti importanti.

Lo Smi è stata, purtroppo, l’unica realtà medica, insieme ad alcuni ordini territoriali, a porre questa questione ai massimi livelli. Non solo, come si evince, anche a livello politico la disattenzione è stata enorme, anzi in alcuni casi abbiamo assistito a un deciso sostegno alle “ragioni” delle famiglie dei pazienti che invocavano una presunta libertà di cura.

 

Una pagina grave, per i costi umani ed economici e drammatica per le ricadute sulle stesse famiglie ingannate, che si è chiusa solo da poco con le condanne ai protagonisti di questa vicenda.

Ma anche grottesca per la tenuta della nostra sanità e dei sistemi di controllo sul ricorso a terapie e farmaci.

 

Seppur con enormi differenze era già successo con il metodo Di Bella.

I pretori, come si chiamavano allora, ieri come oggi, hanno aperto le porte della scienza e della medicina a ciarlatani, sotto la pressione di media che, in questo caso, non possiamo non definire “scandalistici”.

 

Altri magistrati, per fortuna, hanno messo le toppe in un enorme problema creato non dalla comunità scientifica, ma dalla permeabilità di alcuni giudici e dall’inerzia delle stesse istituzioni ordinistiche e del Parlamento.

 

Purtroppo, non possiamo dire che questa pessima pagina di sanità sia definitivamente archiviata. O meglio il caso Stamina certamente sì, ma non possiamo abbassare la guardia.

 

Come segnala il Csm i togati non hanno commesso alcuna infrazione disciplinare, e quindi, possiamo dire che il corto circuito potrebbe ripetersi con gli stessi ingredienti: famiglie disperate, tv del dolore, magistrati troppo “sensibili”, politici “populisti”, Fnomceo “distratta”.

 

*Presidente nazionale Smi

 

 


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