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FORMAZIONE MEDICINA GENERALE, SEMPRE PIÙ I RICORSI ACCOLTI PER L'AMMISSIONE ALLE SCUOLE. I FORMANDI IN SOPRANNUMERO, DA ECCEZIONE RISCHIANO DI DIVENTARE LA REGOLA. L'ATTUALE SISTEMA SU BASE REGIONALE È UN DISASTRO

Immagine Postata il 17/05/2015
Autore : REDAZIONE

FORMAZIONE MEDICINA GENERALE, SEMPRE PIÙ I RICORSI ACCOLTI PER L'AMMISSIONE ALLE SCUOLE. I FORMANDI IN SOPRANNUMERO, DA ECCEZIONE RISCHIANO DI DIVENTARE LA REGOLA. L'ATTUALE SISTEMA SU BASE REGIONALE È UN DISASTRO BASTA CON I CONCORSI STILE ROULETTE RUSSA, LA PROPOSTA DELLO SMI: CONCORSO UNICO ED EQUIPARAZIONE ALLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONI IN LINEA CON I PARAMETRI EUROPEI, ANCHE DAL PUNTO DI VISTA DELLE BORSE.




Il settore Formazione e Prospettive del Sindacato Medici Italiani esprime più di una perplessità riguardo le modalità di accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG).

Alla luce dei recenti cambiamenti storici riguardo i test d'ingresso alle Specializzazioni Mediche, che prevedono una prova d'accesso nazionale con formazione di graduatoria nazionale per singola Scuola di Specializzazione, volti a migliorare le modalità di selezione dei candidati ed ad una maggior equità di valutazione, stride notare come l'accesso al CFSMG preveda ancora modalità non eque nonché penalizzanti per i giovani colleghi che intraprendono la carriera dell'Assistenza Primaria.

Ad oggi, l'ingresso al Corso Triennale di Formazione avviene tramite prova scritta, uguale a livello nazionale, ma da effettuarsi presso la regione in cui si é presentata la domanda di partecipazione ed il successivo inserimento in una graduatoria di merito diversa per ogni singola regione.
Il numero di candidati ammessi dovrebbe variare in base al fabbisogno regionale ed al termine del CFSMG, con l'acquisizione del diploma, si permette l'inserimento nelle graduatorie Regionali e quindi la possibilità di poter esercitare la professione nell'ambito dell'Assistenza Primaria.

La prova unica nazionale ma con graduatorie regionali ha creato il presupposto quest'anno all'esecuzione di diversi ricorsi in Regione Sicilia, partendo dal presupposto che molti dei candidati esclusi in questa regione, effettuando il medesimo punteggio, sarebbero potuti accedere al CFSMG in altre regioni d'Italia.

La legge 401 del 29 Dicembre 2000 permette, inoltre, l'accesso in sovrannumero al CFSMG a coloro i quali siano laureati in medicina e Chirurgia ed iscritti al corso universitario prima del 31 Dicembre 1991. Tale possibilità nasceva per poter permettere ai suddetti colleghi, iscritti al corso di Laurea prima dell'istituzione del CFSMG (DL 368/99), di esercitare la Medicina Generale.

Il numero dei possibili accessi in sovrannumero é spesso non regolamentato nei singoli bandi regionali e laddove fatto é spesso non rispettato, potendo condurre a situazioni paradossali come quelle che attualmente viviamo in Regione Campania. Agli 80 posti destinati ai vincitori di concorso, ad oggi, si aggiungono più di 40 accessi in sovrannumero, con un numero destinato ancora a lievitare fino alla fine del mese di Maggio.
Per la mancanza di una regolamentazione del numero di sovrannumerari che possano essere accettati, alla luce di precedenti sentenze che hanno permesso a più colleghi l'iscrizione in sovrannumero, per le spese economiche da sostenere per far fronte a tutti i ricorsi e per lo slittamento di 6 mesi del termine ultimo di chiusura delle graduatorie, la Regione Campania ha deciso di accettare tutte le istanze di iscrizione in sovrannumero fino al termine ultimo del suddetto scorrimento.

Il CFSMG, così come oggi é strutturato, prevede che i vincitori ricevano una retribuzione mensile, attualmente inferiore ai mille euro e soggetta a tassazione IRPEF ed ENPAM (a differenza del trattamento economico dei colleghi Specializzandi che risulta essere maggiore e privo di tassazione), retribuzione che in Regione Campania é percepita con costante ritardo anche di diversi mesi.  Inoltre, prevede che gli stessi vincitori risultino esser incompatibili con ogni altra attività lavorativa, al di fuori delle sostituzioni di MG ed alla possibilità di poter essere iscritti negli elenchi di reperibilità di Continuitá Assistenziale (CA) nel rispetto degli obblighi formativi.
Il Corso prevede una formazione che si svolge per gran parte all'interno di presidi ospedalieri e territoriali la cui recettivitá é spesso limitata.

L'accesso in sovrannumero, invece, non contempla la retribuzione ma allo stesso tempo non prevede, nel rispetto degli obblighi formativi, incompatibilità lavorative, permettendo, quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, di arrivare ad una retribuzione mensile maggiore rispetto ai colleghi vincitori di concorso.
Inoltre, trattandosi di colleghi con maggiore anzianità di servizio, l'acquisizione del diploma del CFSMG, permette loro, al termine del corso triennale, di ottenere una precedenza per l'accesso alle zone carenti per la Medicina Generale. Tutto ciò a discapito dei giovani colleghi, soprattutto in una regione, quella campana, i cui tempi d'attesa risultano già tra i più lunghi d'Italia.

Non in ultimo, un così ingente aumento del numero dei partecipanti crea non pochi problemi di organizzazione e sovraffollamento delle strutture preposte alla formazione con conseguente riduzione della qualità della stessa.

Per tutti i suddetti motivi sarebbe opportuno, come proposto anche da altri, che l'accesso al CFSMG avvenga in maniera meritocratica unicamente attraverso un concorso che garantisca una programmazione corretta del ricambio generazionale, e laddove ciò non dovesse essere facilmente attuabile nel breve tempo, che si regolamenti in maniera chiara ed in numero ridotto l'accesso in sovrannumero.

SMI formazione e prospettive si auspica che sia il primo, che il secondo provvedimento possano essere azioni transitorie verso la trasformazione del CFSMG in Scuola di Specializzazione in MG come avviene nel resto d'Europa. Scuola di specializzazione che, pur mantenendo imprescindibilmente un percorso formativo rivolto al territorio, comporterebbe un adeguamento agli standard europei e conseguentemente un'equiparazione dei diritti e delle retribuzioni con le altre scuole di specializzazione preesistenti, consentendo un miglioramento della qualità ed un'unificazione dei percorsi formativi in tutto il territorio nazionale. L'istituzione di un concorso nazionale a graduatoria unica risolverebbe le problematiche dell'accesso in sovrannumero, che per motivi diversi quest'anno hanno interessato regioni come la Campania e la Sicilia, ma che in un futuro non troppo lontano potrebbero verificarsi in ogni parte d'Italia.  

Fabrizio Salemi
Coordinatore Regione Campania SMI Formazione e Prospettive

Massimiliano Lucarelli
Coordinatore Nazionale SMI Formazione e Prospettive

Roma, 14 maggio 2015


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