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TOSCANA, LE RAGIONI DI UNA NON FIRMA - DALL’ACCORDO SUL 118 A QUELLO SULLA RIFORMA DEL SSRT

Immagine Postata il 23/04/2015
Autore : REDAZIONE

ELUSIONE DEL TEMA PRECARIATO - TAGLI ALLA RETE OSPEDALIERA - PREPENSIONAMENTI FORZATI - PERDITA DELLA VICINANZA AI TERRITORI – ASSENZA DI CONCERTAZIONE E CONFRONTO CON LE OO.SS.




INTRODUZIONE-In relazione alla convocazione  ed invito alle OO.SS. di apporre la propria firma sulla attuale Bozza d’Intesa sull’Emergenza-Urgenza -in realtà già deliberata e quindi esecutiva dal 9 Marzo-  SMI ed FVM propongono alla Regione, alla Parte pubblica ed alle altre OO.SS. -come già espresso in altre circostanze – alcune considerazioni. Che rendono la sottoscrizione di tale Accordo improponibile.

A questo si aggiunga la completa assenza di concertazione con la Regione, i tagli decretati della rete Ospedaliera e la riforma del Servizio Sanitario Regionale Toscano con la perdita di circa 2000 operatori sanitari, fra cui molti medici, attraverso l’induzione ai prepensionamenti (per ragioni di cassa), alla riorganizzazione in tre aree vaste  con accorpamenti e creazione di Dipartimenti Ospedaliero-Universitari poco funzionali alla gestione e messa in sicurezza dei territori.

 

BREVE RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI - Il  testo in oggetto, nulla concede al problema principale che da parte sindacale è stato da sempre sollevato (ormai da tre anni )sulla  stabilizzazione del personale medico 118 convenzionato che a vari livelli giuridico-contrattuale comprende circa 280 Colleghi Convenzionati, di cui semplificando, 70 circa titolari in graduatoria regionale della Medicina Generale, 110 “Sanati” ossia personale a Tempo Indeterminato con provvedimento di Delibera regionale del 2008, ed oltre 100 precari ormai in gran parte di lungo corso (5-6 anni di rinnovi contrattuali a termine, sempre confermati) perché il sistema Est ne necessita.

Le aspettative di risoluzione del problema della loro stabilizzazione tramite una soluzione nazionale (emendamenti al  Dl Milleproroghe e lo stesso DPCM sul Precariato) non hanno sciolto questi nodi e la Regione, adducendo difficoltà normative insuperabili (decadenza della 229 per i Medici a T.I. e nessuna risposta ai Precari) ha di fatto lasciato a sé stessi ed al loro destino questa riserva di Medici 118, ormai senza prospettive professionali ed a rischio occupazionale (ultimissimo il mal di pancia dei revisori dei conti in capo alle singole aziende).

E fà scuola, consentitemi, dal punto di vista sindacale, la volontà espressa da taluni Colleghi a firmare un Accordo dove nulla si concede ai Medici, mentre è esplicitamente richiesta una condivisione di tutto quanto deliberato negli ultimi anni fino alla attuale riorganizzazione del SSRT. Compresa la Delibera 1235 che per quanto riguarda l’Emergenza-Urgenza, tra gli altri, si propone come obiettivo anche la riduzione dei punti Pet (Punti di Emergenza Sanitaria Territoriale dagli attuali 115 circa a 60 per l’intero territorio regionale. Punti Pet dove il Soccorso avanzato peraltro – come più volte richiamato in narrativa deliberativa – resta, per la Regione rappresentato indifferentemente dal Medico oppure dall’Infermiere (qui la 556 è già operativa da molti anni!)

 

QUALI RISPOSTE- In realtà SMI ed FVM, già da Settembre scorso, hanno fortemente criticato questo atteggiamento della Regione, arrivando ad una pubblica Manifestazione con sit-in sotto la Presidenza della stessa il 4 Dicembre scorso, accogliendo con estrema riserva la possibilità di risoluzione del problema rinviato ad auspicabili/possibili iniziative nazionali, ed ha sempre stigmatizzato il fatto che la Regione e solo la Regione poteva e potrebbe dare risposta al problema del personale medico. In che modo?

 

  1. Innanzitutto attraverso la volontà politica del fare - La storia passata ed anche più recente, ad es l’ Accordo Regionale del 2012 per la Medicina Generale è pieno zeppo di norme ed istituti in piena violazione dell’ACN vigente. Ciò nonostante gli interessi convergenti  di un Sindacato e della stessa Regione hanno disconosciuto interi articolati dell’Accordo Nazionale con estrema disinvoltura.  Idem per la stessa Sanatoria con Delibera del 2008 che in barba all’ingresso obbligato per le graduatorie regionali della Medicina Generale, ha conferito tout-court il tempo indeterminato ad ameno 100 medici- E che dire, sempre restando in ambito recente, sulle forzature connesse all’articolazione delle tre Aeree Vaste, al prepensionamento forzato di circa 2000 operatori sanitari ed alla creazione di Istituti, competenze, ruoli ed assetti organizzativi non previsti dagli Ordinamenti Nazionali? Quando si vuole quindi le cose si fanno.

 

  1. SMI ed FVM ritengono, inoltre, debba essere presa in carico una lettura/interpretazione più attenta dello stesso DPCM sul precariato, (illuminante un articolo del Sole24 ore Sanità del 3-9 Febbraio scorso a firma Stefano Simonetti) che apre ad alcune valutazioni assai più estensive di quanto la vulgata sullo stesso DPCM agli attribuisse e troppo frettolosamente dismesso. E, assai più modestamente, ma di pari efficacia, il nostro contributo, confezionato da autorevoli esperti della materia Se la volontà politica di porre mano al problema c’è, tutto o quasi ,può trovare una risposta soddisfacente.

 

APPELLO AI COLLEGHI DELLE ALTRE OO.SS. ED ALLA REGIONE – E’ del tutto evidente che il sistema che si è strutturato sul piano degli assetti giuridico-contrattuali dei Medici 118 in tutti questi anni ha un di che mostruoso. Ma il suo parto generatore è della Parte Pubblica che ha utilizzato per i propri bisogni sanitari una generazione di Medici Precari, assai flessibili e mediamente meno costosi. Ma che hanno garantito un livello essenziale assistenziale tra i più cruciali e di grande qualità. C’ è quindi dietro una precisa responsabilità. Ora è necessario voltare pagina. Bonificare un intero settore e poi ripartire con regole nuove e certe. Ma per fare questo la Regione deve fare uno scatto in avanti ed assumersi in pieno la responsabilità di normalizzare la situazione.

Per queste ragioni SMI ed FVM non firmano tale Intesa, sperando nella condivisione più larga dei Colleghi Responsabili delle altre OO.SS. ed auspicando l’apertura di un Tavolo tecnico-politico-sindacale riguardante più in generale le gravi e numerose criticità aperte e, nello specifico, scongiurare di confinare circa 300 Medici in una sorta di riserva indiana senza futuro professionale ed a rischio occupazionale.

 

 Raffaele Gaudio

 Segretario Regionale SMI Toscana

Vice-Presidente Regionale FVM Toscana


AttachImage 20150420-135426120031_SMI ED FVM SU INTESA 118 REGIONE TOSCANA.pdf

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